La strana fretta sul testamento biologico

In queste si stanno facendo le ore piccole in Commissione “Affari Sociali” per poter discutere tutti gli emendamenti accolti e votare sui vari articoli del ddl sul testamento biologico: l’obiettivo principale della maggioranza governativa è quello di arrivare spediti in aula per deliberarla rapidamente. Una fretta davvero immotivata e inutile, che conferma quanto il radicalismo ideologico sia l’unico collante politico che tiene insieme le varie anime del Partito Democratico.

Il testo, come più volte abbiamo ripetuto, contiene una chiara e precisa deriva eutanasica e purtroppo il fronte sedicente cattolico presente in maggioranza, in primis il Presidente della Commissione incaricata a trattare il provvedimento On. Marazzitti (espressione della Comunità di Sant’Egidio), ha già abbandonato ogni resistenza strutturale non accogliendo alcuna richiesta di modifica o slittamento dei lavori avanzata da alcuni parlamentari coraggiosi che hanno deciso di portare in aula gli emendamenti curati dal Popolo della Famiglia.

Il Partito Democratico litiga e bisticcia su tutto mentre è più compatto e unito che mai quando si trattano tematiche eticamente sensibili. Un gruppo parlamentare, quello dei democratici alla Camera, che ha mostrato in più occasioni i muscoli per poter portare entro febbraio in aula il disegno di legge in questione. Un dispositivo ricco di ambiguità, zone d’ombre e la chiara esplicitazione della legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito in Italia.

Ad esempio ci sono criticità evidentissime che non vengono nemmeno vagliate dalle forze politiche di maggioranza: quando entreranno in vigore le cosiddette DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento) per i pazienti e a quali circostanze della vita possono riferirsi, si eludono gli impegni previsti dalla Dichiarazione ONU dei diritti per le persone disabili e non si fa alcun cenno a sistemi di protezione chiari e applicabili dal sistema sanitario nazionale per evitare ed eventualmente bloccare procedure eutanasiche.

Si usa il titolo del ddl, testamento biologico, per coprire il vero scopo che i promotori si sono dati con la sua approvazione. Come avvenuto per le unioni civili: si parla di una cosa per ottenerne un’altra, l’utero in affitto. Forse la situazione dormiente del Parlamento italiano aiuta e favorisce coloro che promuovono legislazioni tante care alle lobby mediche e malviste dalla maggior parte del popolo italiano: per questo si muovono così spediti, quando per ogni altra priorità reale da trattare nelle aule parlamentari i tempi si dilungano sempre e comunque. Arrivando, ahimè, spesso e volentieri alla totale inconcludenza.

Capite bene quanto sia necessario che si concluda il più celermente possibile questa “bestiale” legislatura per “mandare al macero” disegni di legge che non hanno nulla a che vedere con il bene comune. Perché nel vuoto governativo assoluto i poteri oscuri lavorano alacremente. Per questo si convincano le commissioni anche in notturna pur di accelerare i tempi di discussione.

Continueremo a seguire in prima linea la vicenda sostenendo e promuovendo il fronte dell’opposizione al provvedimento: soprattutto per dare coraggio ai pochi parlamentari coraggiosi pronti a battersi affianco al Popolo della Famiglia per affossare il provvedimento nella sua interezza.

Gli emendamenti, più di cinquemila da noi prodotti, non sono lo strumento per un compromesso in ribasso fotocopia di quella realizzatosi con le unioni civili: ma la strategia più dura possibile per tentare di respingere l’ennesima legislazione contro la vita. Perché, e lo ripeto soprattutto per i parlamentari interessati, o si cassa il ddl o si perde. Vie di mezzo non sono possibili.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*