Trento, De Carli: “Non esistono uomini con due padri, basta con l’assalto della neolingua”

“Stiamo subendo un’aggressione continua ai diritti elementari dei bambini così come ai fondamenti della civiltà, che passa per delle menzogne di carattere linguistico”. Mirko De Carli, per il Popolo della Famiglia, commenta così la decisione della Corte d’Appello di Trento mediante la quale per la prima volta è stata riconosciuta in Italia a due uomini la possibilità di essere considerati “padri” di due bambini nati negli Usa grazie a maternità surrogata. “Non esistono bambini con due padri, e nemmeno adulti, e questa e non è un’opinione bensì la realtà delle cose che prima o poi quei due poveri piccoli incontreranno dolorosamente nella loro vita”. I promotori della decisione trentina parlano invece dell’affermazione di un “principio importantissimo”, e cioè “dell’assoluta indifferenza delle tecniche di procreazione cui si sia fatto ricorso all’estero, rispetto al diritto del minore al riconoscimento dello status filiationis nei confronti di entrambi i genitori che lo abbiano portato al mondo, nell’ambito di un progetto di genitorialità condivisa”. “Proprio qui si nasconde la menzogna che pregiudica la vita delle persone, controbatte De Carli. “Infatti, indipendentemente dalle tecniche di procreazione a cui si sia fatto ricorso, i genitori che hanno portato al mondo quei figli sono altri, e di conseguenza non esiste un diritto del figlio di vedersi riconosciuti come genitori coloro che non lo sono, in base a quello che vogliono farci credere sia un progetto di genitorialità condivisa, ma in realtà è soltanto il trionfo dell’egoismo”. Secondo il politico del PDF, esiste una propaganda menzognera che si appoggia a queste sentenze per cercare di indurre nella gente una modificazione del senso comune. “Per fortuna, le persone comuni ancora capiscono che si sta cercando di ingannarle”, conclude De Carli. “Non si sta parlando di diritti di bambini, ma solo della spietata determinazione di adulti, che con la progressiva complicità di certi magistrati sfruttano l’innocenza dei piccoli, ma anche, spesso e volentieri, il bisogno delle mamme naturali che vengono ridotte a mere portatrici d’utero”.

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