Via Crucis per le donne crocifisse

 

«Saluto la Comunità Papa Giovanni XXIII e, mentre esorto a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione, invito i romani a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella». Queste le parole di Papa Francesco nel corso dell’udienza generale in Piazza San Pietro tenutasi nella giornata di ieri.

La Via Crucis per le donne crocifisse, giunta alla 3° edizione, è un evento, organizzato dalla Comunità di don Benzi, nato per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al dramma delle donne vittima di tratta, rese schiave per il racket della prostituzione.

«Siamo grati al Santo Padre per le sue parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse — commenta Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII —. La Sua attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze»

«Dinanzi al dramma della tratta e della prostituzione schiavizzata chiediamo alla società civile, alle istituzioni tutte, di unirsi a noi per la liberazione di tante giovanissime donne. Vengono violentate da coloro che pensano di avere il diritto di comprare il loro corpo di ragazze», spiega don Aldo Buonaiuto, ideatore e coordinatore dell’evento. «Il fenomeno della prostituzione di strada negli ultimi due anni è quadruplicato, anche a causa dei numerosi sbarchi — continua don Buonaiuto —. Lo Stato deve mettersi dalla parte di chi vuole liberare le donne schiavizzate e non da parte di chi le assoggetta, sfrutta e guadagna sui loro corpi».

L’appuntamento è fissato per venerdì 7 Aprile alle ore 19:00 presso il Ponte Spizzichino, zona Garbatella, per la partenza della simbolica Via Crucis di solidarietà e preghiera.

L’evento è patrocinato da molte realtà istituzionali, civili, associazioni religiose e vedrà la straordinaria presenza delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, delle Fiamme Gialle, delle donne dell’Arma dei Carabinieri, della Gendarmeria Vaticana e dalle donne della Polizia Municipale. Insieme porteranno la Croce. Saranno anche presenti, portando la Croce, magistrati di Roma, il ministro degli esteri Angelino Alfano ed altre autorità.

Sarà una via crucis molto coinvolgente; Venerdì 7 aprile ore 19.30 vi sarà il ritrovo presso il ponte “Settimia Spizzichino” (Fermata Metro B Garbatella). Si ascolterà la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di schiavitù, che anche oggi è drammaticamente presente nelle nostre città.
La via crucis sarà caratterizzata da testimonial e personalità rappresentati che porteranno sulle spalle la Grande Croce. Inoltre, nell’ultimo tratto della Via Crucis, si realizzerà l’ultimo percorso del Cristo con la presenza scenica della crocifissione e resurrezione.
Ad oggi sono più di 100 mila, le donne straniere costrette a prostituirsi nel nostro paese. Hanno tra i 15 e i 25 anni e sono soprattutto nigeriane e slave. Attratte dalla speranza di una vita migliore appena arrivano nel nostro paese, cadono nella rete della tratta sessuale e con la violenza sono costrette alla prostituzione. Nel migliore dei casi le vediamo su tante strade delle nostre periferie, nel peggiore, restano nascoste per anni, “a lavorare”, nel sottoscala di qualche nightclub.

“Se vuoi ti porto in Italia, lì c’è lavoro, e con i soldi che guadagni potrai aiutare anche la tua famiglia.”
Sono attirate così, con questa frase quasi fosse uno slogan, che rappresenta per loro il sogno di una vita migliore e la possibilità sfuggire alle condizioni di miseria o indigenza in cui spesso vivono. A proporglielo può essere un cugino, un amico, a volte anche un fidanzato o una persona di fiducia che promette qualcosa di sicuro.
Un sogno che si infrange presto, spesso proprio durante il viaggio o al più tardi, quando arrivano a destinazione e qui, anche se lottano e urlano sono già in trappola.
Lontane da casa nessuno le difende e sono picchiate e vendute. Non scappano perché spesso non conoscono la nostra lingua e se provano ad allontanarsi ci saranno pesanti ritorsioni sulla loro famiglia.

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