Ripartiamo dal cuore dell’Italia (di Massimiliano Fiorin)

Nuovamente in campo, senza paura. Mirko De Carli, già candidato sindaco per il Popolo della Famiglia a Bologna, è un dirigente del nostro movimento quale non si può dire che non ami mettersi in gioco. E’ stato solo un inizio il risultato lusinghiero ottenuto nell’avventura bolognese, dove agendo da outsider (lui è di Ravenna), e senza alcun riferimento precedente alle spalle, ha portato il nostro partito, appena nato, a un non disprezzabile 1,3%. Ora, dopo pochi mesi, nonostante il suo gravoso impegno di coordinatore del PdF per tutto il Nord Italia, Mirko ha accettato di rinnovare la candidatura per diventare sindaco del comune di Riolo Terme.
Per un Popolo della Famiglia che si sta consolidando in tutto il Paese, è una nuova occasione per mettere in pratica il nostro programma politico, che sul territorio si va affermando come il più originale del momento. “Prima la famiglia” è infatti uno slogan che sta raccogliendo sempre più la fiducia della gente comune, tra coloro che in molte località italiane andranno alle urne il prossimo 11 giugno per il rinnovo dei consigli comunali.
La scelta di un piccolo comune come Riolo Terme non è casuale. “Come partito della famiglia, ripartiamo dai borghi del centro Italia che hanno forgiato le grandi culture d’Europa, quella benedettina e francescana”, ha affermato Mirko. Nelle località dell’appennino tosco-romagnolo, infatti “è ancora viva, forte e radicata l’identità cristiana e culturale dell’Europa, che non è quella di chi promuove la cultura del nord Europa, con leggi contro la vita e contro la famiglia”. Nei piccoli paesi come Riolo, insomma, “c’è un tessuto sociale capace di comprendere la nostra sfida e rilanciarla a quei partiti che hanno fatto proprie le culture della morte”.
Mirko De Carli ricorda che “’la candidatura a sindaco di Riolo Terme è in scia con quella di Mario Adinolfi a sindaco di Ventotene, con l’obiettivo di ripartire dai borghi del centro Italia per lanciare un manifesto per la vita e per la famiglia, che possa mettere al centro un’Europa che non difenda leggi come l’eutanasia e l’aborto che hanno portato al crollo della natalità e alla crisi economica”.
Ma perchè proprio Riolo Terme? Secondo il nostro candidato sindaco, si tratta di una zona molto importante nella storia d’Italia, perché rientra nell’Appennino romagnolo, dove c’è Camaldoli. “Qui durante la guerra – spiega De Carli – vennero scritti dai giovani della FUCI i testi su cui si basarono i lavori dei cattolici all’Assemblea Costituente e che portò alla stesura della Costituzione”.
L’idea di fondo è dunque quella di lanciare a Riolo Terme “una conferenza programmatica nazionale, dove proporremo l’idea di una città a misura di famiglia, un laboratorio con politiche a favore di vita e famiglia, che saranno al centro di un nuovo codice della democrazia italiana ed europea”.
Non si può dubitare del fatto che Mirko, oltre ad avere le idee chiare, senza nel contempo aver paura di nulla, abbia anche un forte senso della storia e della tradizione. Come infatti spiega lui stesso, “fu l’Appennino tosco-romagnolo dove si trova Riolo Terme, a plasmare una nuova generazione di laici cristiani in politica”.
A soli 34 anni, Mirko ha alle spalle una lunga storia di militanza politica nei movimenti cattoilci, e ricorda che “a Camaldoli i ragazzi della Fuci gettarono le basi per edificare l’Italia e l’Europa del dopoguerra. Mi riferisco all’Italia della Costituzione, quella di De Gasperi e Togliatti”.
Nel merito della sua candidatura, va detto che, come sempre, il PdF guarda a valorizzare economicamente l’autonomia delle famiglie. Pertanto anche per Riolo si propone “la ricetta concreta del reddito di maternità, unita al quoziente familiare, come unica arma per sostenere davvero la libertà della donna e la sua piena realizzazione nel ruolo di madre”.
Mirko ricorda infine che “come noi del PdF abbiamo detto già due mesi fa, non appena abbiamo presentato il movimento a Riolo, siamo l’unica e naturale alternativa al Pd che da decenni governa, male, queste terre”.
Dunque, la sfida è lanciata, e nonostante che il Popolo della Famiglia sia un movimento ancora al di fuori del cono di luce dei media, le prime rilevazioni consigliano a tutti di non sottovalutarlo. Né quanto ai programmi, né tanto meno rispetto alla determinazione e alla abilità politica dei suoi candidati.

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