Sempre in lotta, ma per chi?

Quando scelsi questa frase come motto del mio impegno in politica non ne compresi pienamente il senso più profondo: solo dopo la paura e il dolore di queste ore ne ho compreso il valore più autentico. Sempre in lotta non può che essere la sintesi di una vita spesa interamente per ciò in cui credi, per ciò che ami e per ciò che sei. Quando ho avuto le prime avvisaglie del malore mi sono imbattuto per la prima volta davanti a qualcosa che non potevo dominare: il mio cuore soffriva, la testa girava e la pressione saliva. In quell’istante l’unica cosa che aveva ben chiara la mia mente era il volto dolce di mia moglie Ali Lina: come se dentro quei lineamenti si racchiudesse tutto il senso della mia vita. Non avevo più un pensiero, più una preoccupazione: solo il desiderio di essere abbracciato a mia moglie e salvato. Sì proprio così: salvato. Un abbandono totale nelle mani di colei con la quale ci siamo giurati davanti a Dio di “esserci fedeli sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia,

e di amarci e onorarci tutti i giorni della nostra vita”. Solo abbandonandoti totalmente alla volontà di un altro scopri il senso autentico della salvezza. Così abbiamo passato le ore della paura e del dolore in ospedale e stiamo passando queste ore di riposo e di cura. Guardandola in quelle ore mi sorgeva più spontanea una domanda: per chi ho dato la mia vita? O meglio: per cosa ho speso la mia vita? Anni di impegno indefesso, senza sosta, senza ferie, sempre in cammino per costruire quella casa politica che sin da giovane desideravo ardentemente per me e per i miei amici: ma per cosa, per chi? La prima paura che mi ho avvertito addosso è stata: ma se ho sacrificato la mia giovane famiglia, i miei affetti più cari, la mia vita privata per questa battaglia posso dire che ne sia valsa veramente la pena? Ed ecco che mia moglie arriva immediatamente a mostrarmi il volto della Verità dicendomi: sono certa che supererai anche questa fatica perché in troppi abbiamo bisogno di te qui con noi, io per prima. Lì mi è stato chiaro che mia moglie era più consapevole di me rispetto alla battaglia che stiamo combattendo: non c’è letizia più grande che dare la vita per i propri amici.

Allora sì che ha senso compiuto il motto #SempreInLotta: perché descrive la posizione con cui un uomo innamorato delle vita deve porsi davanti a ogni sfida. Ne vale la pena? Alla grande perché io e mia moglie non saremmo così innamorati se non avessimo abbracciato il destino per il quale siamo stati chiamati.

Se da un lato mia moglie ha rappresentato lo specchio della mia anima, dall’altro l’amico di tante battaglie Mario Adinolfi si è mostrato per quello è: una guida forte, sicura e amorevole. La sua vicinanza, il suo conforto e la sua tenacia mi hanno aiutato a comprendere ancora di più quanto sia alto il prezzo da pagare per la vita che ho scelto ma se ne vale la pena è soprattutto perché si è insieme e non soli. Ancora serbo nel mio cuore le meravigliose parole con cui ha raccontato queste tragiche ore in un post commovente come quello di ieri.

Ringraziando uno per uno tutto coloro che hanno pregato per me, a partire da Nicola Di Matteo, Gianfranco Amato e Massimiliano Amato, gli amici del PDF di tutt’Italia, dell’Emilia-Romagna e in particolare la splendida famiglia pidieffina di Riolo Terme, voglio dedicare alcune parole a chi ha riversato contro di me odio e rabbia: non sta a me giudicare i vostri comportamenti e per quel che mi riguarda, in cuor mio, io vi ho già perdonato. Ma una cosa vi chiedo, la chiedo alla vostra coscienza: che vita è quella spesa a mietere zizzania e diffondere calunnie? Io ora, mentre scrivo lentamente perché ancora affaticato, intravedo mia moglie che vigila su di me come una mamma col suo bimbo appena nato e sento il vento leggero delle preghiere dei tanti amici che mi accompagnano in queste ore di riposo. Voi che cosa vedete, cosa provate?

Noi siamo una comunità straordinaria e queste dolorose prove lo confermano ancora di più. D’ora in poi obbedirò ai diktat più importanti: me ne fotterò, per usare un termine adinolfiano, del fuoco amico e nemico, ascolterò di più mia moglie quando mi richiama all’ordine del riposo tassativo… ma sopratutto continuerò a essere #SempreInLotta, con un pizzico di attenzione in più alla mia salute scapestrata,per difendere e far lievitare questo splendido popolo che è il Popolo della Famiglia.

Ora torno a riposare mettendo lo smartphone ben lontanto (Emanuela Pongiluppi Eleuteri docet). Ci rivediamo fra qualche giorno (qui cardiologo docet) in giro per l’Italia (sempre con l’amico più leale al mio fianco Marcello Baldini) per riabbracciarci come amiamo fare tra di noi. Solo per questo vale la pena riposarsi e curarsi bene: the show must go on.

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1 Comment on Sempre in lotta, ma per chi?

  1. Rimettiti presto perché tua moglie ha ragione. Abbiamo bisogno di un campione VIVO….per andare al governo altrimenti rimaniamo senza presidente del consiglio.
    #sempreinlotta

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