Riccione, Baldacci: “Emergenza profughi figlia del vuoto di potere, ora basta”

Conunicato Stampa

Popolo della Famiglia Riccione

 “È inaccettabile che Riccione si possa ritrovare chiamata per decreto prefettizio, senza nessuna consultazione preventiva della popolazione, a ospitare all’improvviso oltre cento profughi, specie in questo periodo”. Così protesta il Popolo della Famiglia di Riccione, che come le altre forze di maggioranza che sostengono il nuovo mandato di Renata Tosi, si è trovato subito questo “regalo” governativo da gestire. “Già era evidente con l’arrivo degli emigranti della Costa d’Avorio – che non possiamo chiamare profughi ma nemmeno migranti, come se fosse una condizione dello spirito – che si trattava di una situazione figlia del vuoto di potere creatosi a Riccione negli ultimi tempi”, sostiene Maurizio Baldacci, referente PdF riccionese. “Per questo non bisogna avere paura, né giustificarsi, ma opporsi frontalmente ai tentativi governativi di trasformare alloggi pensati per le fasce deboli della popolazione residente in ricoveri per chi, nella migliore delle ipotesi, è destinato a essere vittima di sfruttamento e precarietà che generano abusivismo, secondo dinamiche che ben conosciamo”. La retorica dell’accoglienza non è vera carità e tanto meno solidarietà umana, secondo il partito di ispirazione cristiana che a Riccione ha esordito alle ultime elezioni con un significativo 1,66%. Una località che vive di turismo, secondo il PdF, non può permettersi questo e per dirlo non c’è bisogno di giustificarsi con la paura di passare per egoisti o razzisti. “Per quanto ne sappiamo a Capalbio non si giustificano, non vedo perché dovremmo farlo noi”, ironizza Baldacci. “A giustificarsi dovrebbero semmai essere coloro che hanno imposto a Riccione il vuoto di potere democratico che ci ha costretti a subire queste decisioni prefettizie”, conclude. “Noi del PdF di certo non abbiamo questo problema, e siamo sicuri non lo avrà nemmeno il sindaco Tosi, perché opporsi a un’immigrazione indiscriminata – che di questo si tratta – significa difendere non solo la propria gente, ma anche i fondamenti della nostra civiltà della vita e dell’amore, secondo l’insegnamento inascoltato del grande cardinale Giacomo Biffi”.

Rassegna Stampa

Corriere di Romagna 


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