Non si può tacere sui principi

di De Carli Mirko e Matteo Venturi per La Croce Quotidiano

E’ apparso pochi giorni fa un articolo di “La Civiltà Cattolica” dal titolo: “Fondamentalismo evangelicale e integralismo cattolico” di Antonio Spadaro. Articolo ponderoso sulle dinamiche della politica americana degli ultimi anni ed in particolare sul rapporto tra cristiani e politica, denso di citazioni volto e a dimostrare come (…) “la religione ha svolto un ruolo sempre più incisivo nei processi elettorali arrivando (addirittura?!) ad avere “un ruolo anche di ordine morale nell’individuazione di ciò che è bene e ciò che è male.”

Questo l’incipit. Affermazione che lascia sbalorditi per la sua superficialità.Pur temendo di scadere anche noi nel banale non si può non ribattere ( e che Chesterton ci perdoni ) con alcune frasi scelte a caso ( ma davvero a caso) dai Vangeli.

“Sia invece Il vostro parlare si,si; no,no, il di più viene dal maligno” (Mt5,21-37). “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perchè saranno saziati” (Mt5,6).”Voi siete il sale della terra” ( Mt5,13)…e, prosegue il vangelo, un “sale” che perdesse il suo sapore non servirebbe più a nulla.

Ma per Spadaro e sodali è “peccato” attendersi “(…) la possibilità di influire nella sfera politica, parlamentare, giuridica ed educativa, per sottoporre le norme pubbliche alla morale religiosa”.

In una parola si vorrebbe introdurre un undicesimo comandamento di “attentato alla laicità dello Stato”. Mattarella ringrazia.

” Ma questo “fondamentalismo evangelico” come si esprimerebbe? Su “(…)temi come l’aborto, il matrimonio di persone dello stesso sesso, l’educazione religiosa nelle scuole e altre questioni considerate genericamente morali o legate ai valori”.

Strabiliante! Ci voleva un Padre Spadaro per bacchettarci tutti quanti e ricordarci che su simili argomenti non è bene avere un’opinione. Infatti, prosegue Spadaro “L’elemento religioso non va mai confuso con quello politico (…) in quanto è (…) più che mai necessario spogliare il potere dei suoi panni confessionali paludati,delle sue corazze,delle sue armature arrugginite. Lo schema teopolitico fondamentalista vuole instaurare il regno di una divinità qui ed ora.”

Sono le affermazioni precedenti che ci hanno convinto della necessità di formulare una risposta decisa ed appassionata all’articolo di Spadaro. Non ci arroghiamo certamente il diritto di parlare per i “teocon” di tutto il mondo. Ma ci si lasci almeno la libertà di esporre le fondamenta della casa che stiamo con sacrificio ed abnegazione costruendo. Il Popolo della Famiglia.

Nel progetto politico del PdF c’è la profonda convinzione dell’assoluta necessità di essere voce di quei valori che riteniamo essere patrimonio dell’intera umanità in quanto siamo ( stoltamente?) convinti dell’universalità e dell’intrinseca bontà del messaggio cristiano! Siamo convinti che il cristianesimo in quanto fenomeno sociale , impregnato come è di un profondo e lucidissimo umanesimo , sia stato e debba tornare ad essere la colonna portante per ricostituire una società ed una Europa equa ,solidale, dinamica, accogliente,positiva e nuovamente fiduciosa nel futuro.

Tolleranza, amore per i fratelli, Universalità del messaggio di salvezza, accoglienza dell’orfano,dello straniero e della vedova, porgere l’altra guancia ecc.sono tutti valori che, se recepiti, segnerebbero l’alba di una nuova civlità sicuramente più giusta e più attenta al bene comune .

Spadaro contrappone addirittura un “ecumenismo dell’odio” ad un cristianesimo della misericordia fatto di ponti ed inclusioni. Interpretando liberamente: Se le tue prese di posizione e le tue convinzioni sono “divisive” , allora sei un’integralista.

Facile rispondere con il vangelo:”Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso! (…) Pensate che io sia venuto a portare la Pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione (Lc 12,49-51).”

Purtroppo in un’epoca di relativismo imperante questa frase diventa quanto mai attuale. Proclamare verità assolute che , sia chiaro, non sono certo frutto di nostre elucubrazioni ma sono l’accettazione di una “verità rivelata” è oltremodo impopolare ed attira gli strali di tanti ed anche di qualche infuocato modernista che credendo (sbagliando) di fare il bene della Chiesa si pone in realtà in tale e stridente discontinuità con essa da mettersi in definitiva dalla “parte sbagliata della Storia”. Il tempo, gran galantuomo, ci darà ragione.

Quello che lascia sbigottiti dell’articolo di Spadaro è l’amensia selettiva che sembra aver colto lo scrivente quando intesta a Papa Francesco un certo pensiero dimenticandosi tutti i suoi interventi in opposizione al gender, alla cultura dello scarto, alla denuncia del “Pensiero Unico” alla recente, forte, presa di posizione sul caso Charlie Gard. Ancora di più. L’articolo è in totale disfonia con la dottrina sociale della Chiesa predicata da quasi 150 anni!

La Chiesa , secondo gli studiosi, sviluppa la sua dottrina sociale a partire da quella “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII che fra le altre cose tuonava con accenti profetici contro lo sfruttamento del lavoro dell’uomo:

“Principalissimo poi tra i loro doveri è dare a ciascuno la giusta mercede (..) si ricordino i capitalisti (…) che le umane leggi non permettono di opprimere per utile proprio i bisognosi e gli infelici, e (…) defraudare poi la dovuta mercede è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio. ”

Per tutto il XX secolo i Papi hanno contribuito con lettere apostoliche ed encicliche ad approfondire ed articolare il discorso fino ad arrivare alla “Caritas in Veritate” del 2009 di Benedetto XVI ed alla “Laudato Si” di Papa Francesco del 2015 ma si possono ravvisare molti spunti di riflessione anche nella recentissima esortazione apostolica “Amoris Laetitia” .

Citando solo questi ultimi.

Tratto da Caritas In Veritate : “Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità. Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni.(…)Il Vangelo è elemento fondamentale dello sviluppo, perché in esso Cristo, rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo . Ammaestrata dal suo Signore, la Chiesa scruta i segni dei tempi e li interpreta ed offre al mondo « ciò che possiede in proprio: una visione globale dell’uomo e dell’umanità “.

Tatto da Laudato Si: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune”.

Tratto da “Amoris Laetita”: “Anche il calo demografico, dovuto ad una mentalità antinatalista e promosso dalle politiche mondiali di salute riproduttiva, non solo determina una situazione in cui l’avvicendarsi delle generazioni non è più assicurato, ma rischia di condurre nel tempo a un impoverimento economico e a una perdita di speranza nell’avvenire.”

Catto-talebanismi? Dissertazioni filosofiche? Oppure “messaggi programmatici” ed inviti concreti all’azione ai cristiani nelle loro società per essere “sale” e “lievito”? Sempre citando Papa Benedetto “Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella pólis”.L’obiettivo quindi, lungi dal voler costituire folli ed anacronistiche “teocrazie”, è quello ,davvero evangelico,di tentare di essere nella nostra società humus e fermento per una civiltà migliore.

Ci si consenta infine una riflessione squisitamente politica. Nel lungo articolo di Spadaro, ( efficacemente criticato da un precedente articolo di Mario Adinolfi su questo aspetto) ci si dilunga a descrivere gli atteggiamenti intransigenti e divisivi di un certo cattolicesimo ( soprattutto americano ) in politica dissertando come questo sia il male assoluto e proponendo a modello un atteggiamento sempre e comunque dialogante se non addirittura reticente su argomenti “scottanti”. In una parola politically correct.

Sotteso a questo ragionamento vi è la convinzione che “fare pressione” per leggi e normative più giuste non sia efficace od opportuno. Ma se Spadaro annaspa come teologo… evidentemente di politica proprio non ci capisce un fico! Tacere in politica equivale ad avvallare silenziosamente. Lasciare dei vuoti ,e questa è una legge della fisica, significa consentire che essi si colmino di “altro”. Esemplificando. Tacere sul Fine Vita significa, de facto, avvallare l’eutanasia. In politica il silenzio NON è NEUTRO.

E noi, finchè avremo fiato e cuore , citando il grande Giovanni Paolo II : “Ci alzeremo in piedi ogni volta che la vita umana viene minacciata”.  Ed al Diavolo la “vil prudenza”!

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