Prevalle (Bs), Zaccanti: “Nonostante il question Time alla Camera lo sportello no gender tira dritto”

di Cristina Zaccanti per La Croce Quotidiano

Seduta estiva alla Camera, h.15 del 26 Luglio: una decina scarsa i presenti, tra cui l’on. Luigi Lacquaniti e i ministri (o le ministre) Fedeli e Finocchiaro. Motivo della convocazione le risposte del governo ad alcune interrogazioni, tra cui quella presentata dal Lacquaniti circa l’apertura di uno sportello “No gender” nel comune di Prevalle, provincia di Brescia.
Lacquaniti (dati desunti dal sito WikiPedia), di Desenzano del Garda, di formazione cattolica, passato poi alla confessione valdese, ex coordinatore del circolo di Democrazia e Libertà-la Margherita (sede di Desenzano); ex Democratici di Sinistra; ex Sinistra Ecologia Libertà; ex PD e, attualmente (e per ora), al Gruppo misto, non ha ricevuto probabilmente la soddisfazione che sperava. Nei minuti a sua disposizione ha ribadito l’illegittimità dello sportello utilizzando argomentazioni, per la verità, abbastanza consuete e consunte: il gender non esiste, non ha «fondazione scientifica» (forse intendeva dire «fondamento»…); si usa denaro pubblico; è divisivo, ecc.
La Finocchiaro ha invece potuto tranquillizzarlo: nessun denaro pubblico, lo conferma la prefettura di Brescia, e, circa la presunta azione omofobica esercitata dallo sportello in quel di Prevalle, precisa il ministro Finocchiaro sta vigilando l’UNAR.
Allora possiamo stare tranquilli tutti. Con questo ufficio infatti, istituito appositamente sotto il governo Monti con Elsa Fornero, ministro del Lavoro e con delega per le Pari opportunità, l’Italia aderiva nel 2012 al progetto sperimentale del Consiglio d’Europa che aveva recepito, a sua volta, lo Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, varato nel 2010 dall’OMS. Nel novembre del 2012 veniva costituito un gruppo di lavoro per la definizione della strategia nazionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, gruppo costituito da 7 membri dell‘UNAR più un rappresentante per ciascuna delle 29 associazioni LGBT che avevano risposto ad un avviso di manifestazione di interesse. Totalmente assenti al tavolo di lavoro rappresentanti di associazioni di famiglie.
Un anno dopo, all’incirca, l’UNAR avrebbe commissionato per 24.200 euro di denaro pubblico all’istituto Beck la redazione di tre kit di libretti per le scuole italiane di ogni ordine e grado: obiettivo “Educare alla diversità a scuola”. Tali libretti furono prontamente ritirati in seguito alla denuncia da parte di alcune associazioni. Il MIUR e l’UNAR si rimpallarono allora la responsabilità di cui fece le spese il direttore dell’UNAR che ricevette una nota di demerito dal vice ministro del Welfare, Maria Cecilia Guerra, già sottosegretario della Fornero.
Ci aspettiamo dunque che l’UNAR, incaricato di vigilare sullo sportello di Prevalle, dimostrerà all’on. Lacquaniti come non esista il gender, ma l’educazione di genere, e soprattutto come non si sprechino altri denari pubblici. Speriamo che vigili così da evitare ulteriori finanziamenti ad associazioni (il riferimento al “caso ANDDOS” è puramente voluto) per il benessere psicofisico dei propri aderenti come il servizio delle Iene ebbe a dimostrare. Quando si scoprì che in realtà si trattava di un centro di attività di prostituzione omosessuale fu annullata l’erogazione di 55000 euro, il direttore dell’UNAR, Francesco Spano, iscritto all’ANDDOS, rassegnò le dimissioni, ma il ministro Finocchiaro difese comunque l’attività di un ufficio impegnato contro le discriminazioni razziali, l’odio e i pregiudizi e nella difesa dei disabili.
Tutti soddisfatti, dunque… l’esercizio della democrazia continua, l’UNAR vigila e lo sportello anche sabato prossimo presterà il suo servizio con un ospite d’eccezione: Mirko De Carli.

facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*