Piccolo manuale di resistenza alla legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale

di Mirko De Carli

È richiesto espressamente dalla circolare operativa sul decreto vaccini che sia il medico di base o il pediatra a certificare se un bambino può evitare la vaccinazione consentendogli analogamente la possibilità di iscriversi a scuola. “Le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell’individuo”: in queste righe si trova il “grimaldello” per uscire dall’assurda prescrizione governativa.

Sono richieste quindi “specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l’effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni. Tali specifiche condizioni cliniche devono essere attestate dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta e coerenti con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità”. Questa risulta essere una, seppur parziale, vittoria del fronte del No al Decreto Lorenzin che ci ha visto in questi mesi battagliare in giro per l’Italia.

Purtroppo non si è riusciti ad evitare il diniego di iscrizione al nido o alla scuola dell’infanzia per chi non vaccina il figlio, anche se paga la sanzione pecuniaria. La circolare operativa lo chiarisce in questi termini: “La sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all’adempimento dell’obbligo vaccinale”.

Questo divieto di iscrizione siamo riusciti però ad evitarlo per la scuola dell’obbligo. Così recita la circolare: “Diversamente, per gli altri gradi di istruzione, e precisamente per quelli dell’obbligo – prosegue la circolare – la presentazione della documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale) o agli esami”.

Non abbiamo ancora vinto la guerra ma diverse battaglie strategiche sì. Ora usiamo intelligentemente i pertugi aperti nel muro di omertà governativa e continuiamo la resistenza popolare sino alla cancellazione di questa odiosa normativa anticostituzionale.

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