Bologna, Conferenza “La famiglia: educazione e benessere”

Hotel Europa, Bologna – Domenica 10 settembre 2017

Comunicato stampa UPF sezione di Bologna

Si è svolta domenica 10 settembre 2017 la conferenza pubblica “La Famiglia: Educazione e Benessere” presso l’Hotel Europa, con la partecipazione di circa 30 persone.

L’evento ha avuto due importanti relatori a livello nazionale: il primo, Carlo Zonato, Presidente dell’UPF- Italia (Universal Peace Federation) ha parlato inizialmente con l’ausilio di audiovisivi, delle attività che la UPF sta svolgendo a livello nazionale e internazionale per la costruzione della pace. Ha poi continuato a illustrare il valore della famiglia, il punto focale per costruire la pace, necessaria per cambiare le terribili situazioni e conflitti che stiamo assistendo. E’ necessaria una visione globale che possa dare una risposta alle questioni di oggi, che possa riprendere il disegno originale che il nostro Creatore, come Genitore, ha avuto quando ha creato il cosmo intero. Ci vuole dialogo, ma anche operare insieme, poiché l’essenza di ogni fede è simile, i punti essenziali comuni sono molteplici. Anche per quanto riguarda le scienze vi sono punti importanti che sono analoghi. Si, abbiamo bisogno di cose materiali, ma sono necessari i valori spirituali, la vita deve essere dedicata all’altruismo. Questa pratica inizia dalla famiglia, occorre che doniamo, invece di aspettare di ricevere e ricollegarci alla nostra Origine. In questo modo possiamo unire le nostre parole e le nostre azioni, in somiglianza al nostro Creatore, in modo libero e responsabile, alla ricerca della gioia e felicità di tutti e rispecchiando le Sue caratteristiche duali di mascolinità e femminilità. La famiglia dovrebbe essere la fabbrica dell’amore e della gioia e dovrebbe avere una dimensione sacra, è la costruzione della maturità del cuore e del carattere di ogni singola persona, la palestra del cuore e quindi l’educazione del cuore diventerà benessere.

Il secondo relatore, Mirko De Carli, co-fondatore del partito del Popolo della Famiglia ha aperto il suo discorso, condividendo questi ideali e illustrando il tentativo di tradurli in campo politico. Ha messo in rilievo l’attacco indiscriminato alla famiglia e il bisogno di tutelarla, anche dal punto di vista politico. Ormai le legislazioni di tutto il mondo hanno reso una dura realtà le pratiche disumane quali l’aborto, l’eutanasia, le unioni civili omosessuali, pratiche che vanno contro la natura antropologica dell’uomo e della famiglia. Occorre ripartire con coraggio affinché nel medio-lungo periodo possiamo praticare un’inversione di tendenza e permettere alle giovani coppie di mettere alla luce figli che saranno la speranza del futuro. Mirko De Carli ha illustrato nei dettagli il processo della mercificazione delle donne attraverso l’utero in affitto, una pratica cui sono ridotte le donne per poter pagare i debiti causati dalla crisi economica. In questo modo si va a mutare l’antropologia umana e vengono vendute queste pratiche come “le leggi dei nuovi diritti civili” e “conquiste di civiltà”. Ma il diritto civile è per un bambino quello di avere una mamma e un papà, non ce ne sono altri. A causa di una mancata presa di posizione della classe politica tutta, è nato il partito del Popolo della Famiglia. Non avremo problemi a parlare di punti d’incontro da una prospettiva religiosa. Occorre avere azioni concrete per creare un’inversione di tendenza e ritornare a essere decisivo e conveniente il fatto che una giovane donna e un giovane uomo desiderino unirsi per creare dei figli. Nel periodo subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, in Italia c’è stato un boom economico e le persone anche senza lavoro, poterono con l’aiuto degli USA, con il piano Marshall, prendere coscienza e rendere migliore il loro futuro attraverso il loro impegno e testimonianza. Oggi noi italiani abbiamo il tasso di natalità più basso d’Europa; le famiglie ci sono ma non fanno figli e ci sono continue disgregazioni familiari. Ci vuole un cambio di mentalità e avere un nuovo serbatoio di pensiero. Dobbiamo sostenere la famiglia attraverso il reddito di maternità, per avere un progresso e incentivare i giovani a creare una famiglia. Oggi le donne sono schiave del lavoro, ricattate dal datore di lavoro a non avere figli; questa situazione si supera attraverso lo Stato che può garantire loro un reddito di maternità, compatibile con il bilancio dello stato. Occorre arrestare questa deriva perversa, altrimenti non ci sarà ritorno. Certo, la decisione di mettere al mondo un figlio spetta ai genitori e non allo Stato con un suo sussidio, ma la politica può aiutare a creare le condizioni per sostenere la famiglia. Questo è il momento in cui dobbiamo unire le forze positive che sostengono la famiglia e ripartire dai diritti dell’uomo, impegnandoci in una battaglia di liberazione.

E’ poi seguito un dibattito e la consueta foto di gruppo

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