Un milione di polacchi spiegano

Recitare il rosario lungo i confini della propria terra per chiedere protezione alla Mamma celeste e per testimoniare che solo amando la patria natia sarà possibile edificare un mondo migliore per i nostri figli. Dalla Polonia un esempio di testimonianza identitaria laica ricca di senso e visione di prospettiva: nella giornata di oggi migliaia di laici (gli organizzatori dell’associazione “Solo Dio Basta” auspicano in un milione le presenze all’iniziativa) reciteranno un “Rosario di riparazione” in occasione della festa della Madonna del Rosario. L’appuntamento era per le ore dieci di sabato 7 ottobre mattina: il rosario è iniziato alle quattordici, a seguire messa ed adorazione eucaristica. “Crediamo che se il Rosario venisse recitato da un milione di polacchi lungo il confine del Paese potrebbe cambiare non solo il corso degli eventi, ma anche aprire il cuore dei cittadini alla grazia di Dio. Cent’anni fa Maria ha affidato ai tre bambini portoghesi un messaggio di salvezza: pentitevi ed offrite riparazioni per i peccati contro il mio cuore e recitate il Rosario”.

Le date che segnano simbolicamente questa importante iniziativa polacca sono due: il 13 ottobre, giorno in cui ricorre l’anniversario dei cent’anni dall’ultima apparizione di Fatima) e il 7 ottobre (appunto), data in cui si ricorda la vittoria di Lepanto contro le truppe ottomane in avanzata verso l’Occidente. Questi due precisi riferimenti temporali definiscono ulteriormente il senso di questa imponente mobilitazione: riaffermare pubblicamente la matrice identitaria cristiana dell’Europa e porre al centro un’opzione di dialogo con il mondo islamico che non sia più quella perpetuata in questi anni dal Nord Europa ma che poggi e sostanzi su una reale “reciprocità”. Non si può accogliere chi non è disposto ad amare la terra e le tradizioni di quei popoli che hanno aperto le braccia per offrire un futuro migliore a chi è fuggito dal proprio paese.

Ritornano pertinenti le parole del Card. Giacomo Biffi recitate il 30 settembre 2000 alla Fondazione Migrantes: “Per quanto possa apparire estraneo alla nostra mentalità e persino paradossale, il solo modo efficace e non velleitario di promuovere il “principio di reciprocità” da parte di uno Stato davvero “laico” e davvero interessato alla diffusione delle libertà umane, sarebbe quello di consentire in Italia per i musulmani, sul piano delle istituzioni da autorizzare, solo ciò che nei paesi musulmani è effettivamente consentito per gli altri”.

Una proposta così semplice ma allo stesso sovversiva e rivoluzionaria non poteva che trovare l’opposizione delle lobby internazionali più potenti, le quali l’hanno bollata come “rosario anti-russo”. Visione più distorta non si poteva proporre in quanto gli organizzatori sono stati i primi a proporre a tutti i paesi europei di realizzare una medesima mobilitazione pubblica nei loro confini nazionali. Per questo anche in Italia ci sarà una forte testimonianza di preghiera che si fa impegno civile e pubblico nella giornata del 13 ottobre in cui ricorrono i cent’anni dalla prima apparizione della Madonna di Fatima.

E la Chiesa locale quale posizione ha tenuto? A differenza della CEI che non ha offerto alcun appoggio, formale o informale, ai due grandi Family Day del 2015 e 2016, la Conferenza Episcopale Polacca ha dato pieno appoggio al “Rosario di Riparazione” invitando laici e prelati a partecipare.

La Polonia continua ad offrirci lezioni di civiltà uniche: dopo l’abolizione del falso diritto all’aborto ora arriva a contestare l’impianto europeo fondato solo su equilibri finanziari e per nulla identitari. Dalla patria di San Giovanni Paolo II, che ebbe a richiamare i governanti europei alla necessità di costruire l’architettura europea partendo dal riconoscimento delle radici greco-romano-giudaico-cristiane, arriva un monito rivolto a tutti noi: o l’Europa ricostruirà nuovamente un “tetto per Gesù” (come ebbe sempre a dire il Papa polacco in uno storico discorso a Nowa Huta) o l’Europa diventerà mussulmana (per citare, in tal caso, sempre il compianto principe della Chiesa Card. Biffi).

A noi il compito di riprendere in mano il Santo Rosario e pregare perché la Madonna sorregga questa nostra buona battaglia: come a Bologna nell’aprile dell’anno scorso quando andai ad aprire la mia campagna elettorale da candidato sindaco a Bologna affidando il Popolo della Famiglia alla Madonna di San Luca. Che la luce delle fiaccole di quella fila sterminata di persone di allora illumini i nostri cuori e ci guidi in questa straordinaria missione di nuova evangelizzazione dell’Europa. Da laici, in politica con la convinzione che solo con un pensiero forte e idealmente orientato potremo cambiare il destino del nostro Popolo. Buio ora, ma sereno nell’avvenire.

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