Votate e tornate a votare

di Mirko De Carli per La Croce Quotidiano

I grillini secondo in piazza davanti a Palazzo Montecitorio per contestare la scelta, assolutamente inopportuna, di porre la questione di fiducia per il voto sul Rosatellum, la nuova legge elettorale figlia dell’accordo blindato a quattro tra Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e Area Popolare. La maggioranza parlamentare che promuove questo nuovo disegno di legge ha la forte preoccupazione di non subire “imboscate” parlamentari sul testo approdato alla Camera dei Deputati, che portino ad allungare i tempi di approvazione del dispositivo o far saltare il traballante accordo tra le parti (come già avvenuto in precedenza tra Pd e Movimento 5 Stelle sul tedesco).

Ma cos’è questo Rosatellum? Il latinorum ormai è di prassi per affibbiare un appellativo alla nuova legge elettorale, che di solito si rifà al parlamentare proponente (in tal caso l’on. Rosato). Come ha detto con chiarezza il nostro direttore Mario Adinolfi ci sono molti aspetti positivi per un soggetto politico come il Popolo della Famiglia che per la prima volta si presenta alla competizione elettorale per il rinnovo delle due Camere del Parlamento italiano: meno firme da raccogliere per presentare la lista (circa 50.000 su scala nazionale) e un quasi dimezzamento dei collegi elettorali. Unico elemento negativo: se il PDF sarà in grado di superare la soglia di sbarramento del 3% potrà eleggere alla Camera dei Deputati solo 20 parlamentari e non più 30 in quanto il sistema elettorale non sarebbe più un proporzionale puro. Ma entriamo nel merito per capire meglio.

Il Rosatellum è un sistema elettorale misto: un po’ proporzionale e un po’ maggioritario. 398 deputati saranno e 199 senatori saranno eletti con il sistema proporzionale mentre 232 deputati e 116 senatori saranno eletti con quello maggioritario. Nella parte legata al maggioritario si eleggono i parlamentari attraverso collegi uninominali dove vince il candidato più votato tra quelli presenti sulla scheda elettorale. Mentre nella parte proporzionale i seggi vengono ripartiti tra le liste presenti sulla scheda in base alla loro percentuale conseguita alle urne.

Non saranno presenti le tanto richieste preferenze: i partiti presenti alla competizione elettorale dovranno presentare piccoli listini bloccati (da due a quattro candidati) e i cittadini con diritto di voto non potranno scegliere il nome del candidato che preferiscono ma potranno porre solo una crocetta sul simbolo elettorale. La scheda sarà unica e vale sia per la quota proporzionale che per quella legata all’uninominale. In questo senso dobbiamo registrare il divieto previsto nel testo di legge al voto disgiunto.

Sono possibili le coalizioni: più liste possono unirsi per sostenere i propri candidati nei collegi uninominali. È prevista anche la possibilità di pluricandiatura: un candidato può correre contemporaneamente in un collegio uninominale e in cinque listini del proporzionale.

Per quanto poi concerne le soglie di sbarramento il Rosatellum prevede il 3% per i partiti sia alla Camera che al Senato, mentre per le coalizioni lo sbarramento è previsto al 10% . Sono previste anche le quote di ripartizione delle candidature tra uomini e donne: 60% uomini e 40% donne presenti nelle liste.

In poche parole si vanno a delineare delle coalizioni farlocche utili solo a vincere i collegi uninominali per poi andare a mischiare le carte nei voti di fiducia per la formazione di un governo nelle aule parlamentari. Questa legge va bene al Partito Democratico e a Forza Italia perché gli permette di giocare con le mani libere durante la campagna elettorale per poi trattare per la formazione del futuro esecutivo secondo la logica della “grande coalizione”. Alla Lega Nord è congeniale perché le consentirebbe di affermarsi come primo partito di centrodestra inglobando, sopratutto nella parte uninominale, Fratelli D’Italia di Giorgia Meloni (che, per questo motivo, è nettamente contraria al Rosatellum) e Area Popolare che, con lo sbarramento al 3% per i partiti, non correrebbe più il rischio di rimanere fuori dai palazzi romani.

La nostra contestazione è forte e chiara contro questa modalità antidemocratica con cui vogliono approvare questa legge attraverso l’uso improprio del voto di fiducia: detto questo se venisse approvato il Rosatellum per il Popolo della Famiglia si apre la strada ad una competizione elettorale che potrebbe vedere il nostro movimento politico capace di entrare in Parlamento senza mendicare nessuna poltrona a nessun vecchio partito della seconda repubblica. E questo significherebbe davvero fare la storia.

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