Padri separati, non più garanzia di povertà

di Mirko De Carli per La Croce Quotidiano

Il Popolo della Famiglia si sta preoccupando della condizione dei padri separati perché ha a cuore la salvaguardia della Famiglia e di tutti i suoi componenti. Dopo la difesa della vita dal concepimento alla morte, la difesa del matrimonio naturale, la condanna della maternità surrogata e l’allarme sulla diffusione delle Teorie Gender nelle scuole (solo per fare qualche esempio), il Movimento partecipa alla sofferenza dei moltissimi separati i quali, oltre alla lontananza devono fare i conti molto spesso con povertà e depressione. Se in una separazione i primi a pagare in termini di dolore, affettività presenza e sicurezza sono i minori presenti nelle coppia, non può essere sottovalutata la grave situazione in cui spesso precipitano i padri separati. Allontanati dai figli e gravati da incombenze economiche non trovano solidarietà a livello sociale, culturale e nelle aule dei Tribunali. Il Popolo della Famiglia (nato per tutelare la cellula fondante della Società) è un soggetto politico disposto a creare proposte politiche per tutelare un Diritto, quello del genitoreche deve poter continuare a vedere e frequentare i propri figli senza che questo desiderio venga trattato come un reato; si impegna a lavorare con Associazioni ed Enti per avanzare proposte politiche mirate a ripensare a livello legislativo come rendere oggettiva e giusta la chiusura civile dei rapporti secondo una visione più bilanciata dei diritti e l’applicazione del Diritto di Famiglia. Per realizzare questo obiettivo abbiamo bisogno del sostegno e del supporto delle oltre 70 Associazioni presenti su tutto il territorio nazionale che lavorano e sono attive per dare sostegno delle famiglie disgregate, con l’obiettivo di dare dignità alla genitorialità, affinché i bambini siano messi nelle condizioni di frequentare entrambi i genitori, come la legge prevede.

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